Piazza San Giovanni

 
 
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Piazza San Giovanni, piazza del Duomo, via Martelli, via Ricasoli e via dei Servi.

 
Piazza San Giovanni, luogo che in età romana era votato al culto di Marte, nell’era cristiana fu dedicato dai fiorentini a San Giovanni Battista, santo patrono della città. Il Battistero, edificio romanico a pianta ottagonale , forse derivato dall’antico tempio di Marte, chiamato da Dante “il bel San Giovanni” è considerato, in virtù del suo rigore stilistico e del suo ritmo perfetto, il più bel esempio di architettura dell’epoca. Le porte di bronzo , due di Lorenzo Ghiberti e una di Andrea Pisano, segnano il passaggio dalla scultura gotica alla scultura rinascimentale, raggiungendo, con la Porta del Paradiso, capolavoro del Ghiberti, la sua fase più compiuta. Sulla piazza si trova la trecentesca Loggia del Bigallo con grande grondaia e bifore trilobate. L’edificio, avente scopo caritatevole, serviva ad esporre i fanciulli smarriti o abbandonati, e prendeva il suo nome dall’insegna di un vecchio ospedale formata da due galli.
 
Il palazzo arcivescovile ospita dai primi del Novecento le Officine Panerai, ditta specializzata nella realizzazione di strumenti di precisione e di prototipi di orologi . Il negozio, che mostra l’insegna Orologeria Svizzera, attualmente vende le più importanti marche di orologi. Al suo interno ospita  l’Archivio Storico Panerai, una selezione di pezzi realizzati dall’azienda fiorentina: orologi, bussole, profondimetri, torce, strumenti di orologeria.
Fondato nel 1882 la Buca San Giovanni è uno dei ristoranti  più caratteristici di Firenze. Il locale è stato segreto luogo di iniziazione dei massoni Rosa Croce, culla del pensiero libertario; lo ricorda una grata in ferro battuto con il  loro stemma . Gli ambienti, tutelati dalle Belle Arti,conservano un affresco attribuito alla scuola giottesca. Il ristorante offre una cucina originale fatta di antichi sapori e di piatti innovativi.
 
Via Martelli prende il nome dalla famiglia Martelli, ricchi e potenti mecenati di artisti importanti tra i quali Donatello.
L’Oratorio di San Giovannino che ospitò prima i padri gesuiti e in seguito i padri scolopi, divenne una scuola per i giovani di buona famiglia. Nel 1579 Bartolomeo Ammanati  ampliò l’oratorio e disegnò il Grande Convento di San Giovannino che ancora oggi ospita il Liceo Classico Galileo Galilei.
La libreria Giorni – Libri Stampe Occasioni, meta abituale di turisti e collezionisti in cerca di libri rari, si trova al n. 35 rosso e occupa un seminterrato a volta che faceva parte di una delle case appartenute ai Martelli. Dal 1937 offre un vasto assortimento di libri usati e fuori commercio d’arte e cultura e vi si possono trovare rari spartiti di musica classica e operistica. Dal 1950 alla vendita dei  libri si sono aggiunte le stampe, sia originali che riproduzioni.
 
Percorrendo via dei Pucci, si raggiunge  via Ricasoli: svoltando a destra  troviamo il Tabernacolo delle Cinque Lampade; la nicchia rappresentante la Madonna con Bambino in trono e i Santi Rocco e Zanobi fu decorata da Cosimo Rosselli.
Proseguendo verso il Duomo, sul lato sinistro e precisamente al numero 14 rosso incontriamo la Libreria Antiquaria Gonnelli. Fondata nel 1875 è una delle più antiche librerie antiquarie d’Italia. A destra incotriamo la Galleria dello Sport, negozio specializzato in abbigliamento sportivo.
Fu abituale ritrovo di intellettuali (da D’Annunzio a Prezzolini ) e la saletta attigua, tuttora sede di esposizioni ed eventi culturali, ospitò le prime mostre di pittori come De Chirico e Rosai. La libreria Gonnelli è una tappa obbligatoria per collezionisti e istituti bibliografici di tutto il mondo.
 
Ritornando in direzione di Piazza San Marco incontriamo sul lato destro il Conservatorio Cherubini e più avanti il Museo dell’Accademia, uno dei luoghi più visitati di Firenze, che custodisce il celeberrimo David, opera simbolo della città e capolavoro di Michelangelo. Di seguito l’Accademia di Belle Arti, fronteggiata dalla Loggia di San Matteo, edificio che, dal 1386 fu  adibito a ospedale e che, nel 1779, per volere del granduca Pietro Leopoldo fu dedicato alle Arti.
Sul lato opposto al numero 103 rosso, nello storico Palazzo Alfani si trova la Libreria Oreste Gozzini, trasferita nella sede attuale nel 1959 ma già attiva dalla metà dell’Ottocento . In questo luogo, frequentato da bibliofili, si possono trovare antichi volumi di storia, arte e letteratura e in particolare testi specializzati nel campo del diritto e dell’economia.
 
Lasciandoci alle spalle piazza San Marco con la sua chiesa e il suo convento, sede del museo dedicato all’opera del Beato Angelico, ci dirigiamo verso Piazza della Santissima Annunziata. Qui sorge la Chiesa, costruita nel 1250 dove precedentemente si trovava una cappella dedicata al culto della Madonna che, secondo la tradizione, nel 1233  apparve a sette nobili i quali, in seguito, dettero origine all’Ordine dei Serviti.
La chiesa è preceduta da Chiostro dei Voti, dove sai possono ammirare affreschi di Andrea del Sarto, Pontormo e Rosso Fiorentino.
Sul lato sinistro della chiesa è possibile ammirare l’Ospedale degli Innocenti, capolavoro di Filippo Brunelleschi realizzato nel 1419 e destinato all’accoglienza dei bambini abbandonati o orfani. Il loggiato è decorato da 10 medaglioni rappresentanti i Putti in fasce di Andrea della Robbia.
Di fronte si trova il Loggiato dei Serviti, opera cinquecentesca di Antonio da Sangallo e Baccio d’Agnolo.
Al centro della piazza si trova il Monumento equestre a Ferdinando I del Giambologna e le Fontane di Pietro Tacca.
All’angolo con via dei Servi, sul lato destro si trova Palazzo Grifoni, oggi Budini Gattai, opera di Bartolomeo Ammanati. 
Proseguendo verso il Duomo troviamo al numero 112 rosso Robiglio, rinomata pasticceria  fondata nel1928. Della Farmacia SS. Annunziata, al numero 80 rosso, esistono notizie documentate dal 1561 di una precedente spezieria gestita dalle monache benedettine di S. Niccolò e in seguito dallo speziale Domenico di Vincenzo di Domenico Brunetti iscritto dal 1588 nel Libro dell’Arte dei Medici e Speziali. Gli arredi originali, fatta eccezione per il bancone andato perduto durante l’alluvione, risalgono al XVIII secolo.
Sul lato opposto al numero 71 rosso la ditta Rigacci, attiva dal 1925, grazie alla sua clientela specifica e alla vicinanza strategica con l’Accademia di Belle Arti, ancora oggi rappresenta un punto di riferimento per artisti. Superato Palazzo Niccolini, costruito nel 1550 su progetto di Domenico di Baccio d’Agnolo,  al numero 27 rosso , la ditta Alba esercita dal 1956 la sua attività di commercializzazione di abbigliamento per il lavoro.
All’angolo dell’omonima via sorge Palazzo Pucci, costruito nel 1565 probabilmente su progetto di Bartolomeo Ammanati. .
Oltrepassata via Bufalini passando davanti alla Chiesa S. Michelino Visdomini, al numero 22 rosso si trova la ditta Cornici Campani che dal 1889 produce cornici per dipinti, foto e stampe.
 
Proseguendo si arriva in Piazza Duomo: della cattedrale Santa Maria del Fiore, creata dal progetto di Arnolfo di Cambio, ci appare la Porta della Mandorla, quattrocentesco gruppo scultoreo di Nanni di Banco. Più avanti sulla sinistra si trova il Museo dell’Opera del Duomo. Dall’angolo con via dell’Oriuolo si può ammirare la Cupola del Duomo, frutto della genialità di Filippo Brunelleschi e del desiderio dei fiorentini di realizzare un’opera che potesse abbracciare “con la sua ombra tutti i popoli della toscana” . Costeggiando Palazzo dei Canonici, si raggiunge il celebre Campanile di Giotto, per terminare poi l’itinerario davanti alla ottocentesca facciata di Santa Maria del Fiore.
 
Il locale è stato segreto luogo di iniziazione dei massoni Rosa Croce, culla del pensiero libertario; a ricordalo è una grata in ferro battuto con lo stemma dei Rosa Croce che ancora oggi si può notare in una delle sale. In seguito la "Buca" è diventata il luogo di ritrovo del dopo-teatro frequentato da molti attori famosi.
Gli ambienti e gli arredi, molti dei quali originali del 1200-1300, sono tutelati dalle Belle Arti: nella sala principale, in particolare, si trova un affresco attribuito a scuola giottesca, mentre il banco del bar è costituito da un antico altare rinascimentale, accanto al quale si distingue un'antica caffetteria.  Decori e stemmi alle pareti danno poi al locale un'atmosfera unica.
Dal 1997 il ristorante è gestito dai fratelli Frija, i quali offrono una cucina originale fatta di antichi sapori mischiati con piatti innovativi. 

 

itinerario: