I negozi storici di Oltrarno 1

 
 
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Via Guicciardini, Piazza San Felice, Via Maggio e Borgo San Jacopo
 
Ponte Vecchio è  una tappa obbligatoria  per coloro che visitano Firenze, ma soltanto il turista più attento e meno frettoloso oltrepassa l’Arno, attratto non solo da Palazzo Pitti e dal Giardino di Boboli. In Oltrarno si trovano altri importanti monumenti, piazze, viuzze caratterizzati dalla presenza, ancora viva,  del commercio storico e della genuina e raffinata tradizione artigianale fiorentina.
 
Lasciandosi alle spalle Ponte Vecchio e proseguendo verso Palazzo Pitti sulla sinistra incontriamo la piazzetta di S. Felicita con l’omonima piccola chiesa. La facciata è preceduta dal loggiato che sorregge il Corridoio Vasariano, antico passaggio che da Palazzo Vecchio, attraversando gli Uffizi e sovrastando Ponte Vecchio, conduceva fino  al Giardino di Boboli. All’interno della chiesa, nella prima cappella a destra è possibile ammirare “La Deposizione” capolavoro del Pontormo databile tra il 1526 e il 1528.   
                                            
In via Guicciardini al numero 16 rosso troviamo il negozio di scarpe artigianali Mannina; il laboratorio, situato in via Barbadori al 19 rosso, mostra insieme ai ricordi accumulati in oltre 50 anni di attività i  materiali, gli attrezzi  e le forme su misura dei clienti. 
Raggiungiamo il quattrocentesco Palazzo Pitti, una delle sedi museali più importanti della città, che comprende al suo interno la Galleria Palatina, la Galleria d’Arte Moderna, il Museo degli Argenti,  il Museo del Costume e il Museo delle Carrozze mentre sul retro si apre il Giardino di Boboli, splendido esempio  di giardino all’italiana.
Proseguendo raggiungiamo piazza San Felice dove al numero 4 rosso, la Farmacia Pitti, le cui origini risalgono al XV secolo, mostra un portale di ingresso in pietra serena con insegna e decorazioni simboliche mentre all’interno presenta l’originale arredamento settecentesco probabilmente appartenuto alla farmacia granducale.
 
Accanto, al numero 5 rosso, il Caffè Bianchi, conserva tuttora lo stile originario e l’atmosfera del 1920, anno in cui fu fondato.
Sempre in piazza San Felice, al numero 10 rosso, all’angolo con via Maggio, nello storico Palazzo Ridolfi-Guidi si trova l’Antichità Pino Marletta, attività iniziata nel 1958 con un laboratorio di restauro e trasformatasi negli anni in commercio di oggetti di antiquariato con una attenzione particolare alle avanguardie pittoriche e scultoree della fine del XIX e inizi XX secolo
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Percorriamo la prestigiosa via Maggio, ricca di celebri palazzi prevalentemente di epoca cinquecentesca, in direzione del ponte Santa Trinita. Dopo qualche decina di metri incontriamo il Palazzo Corsini Suarez, di origini trecentesche, la cui facciata fu realizzata da Gherardo Silvani intorno al 1600.
Di fronte, al numero 45 rosso, svolge la sua attività la ditta Botticelli Via Maggio  che offre in particolare sculture di epoca medioevale e rinascimentale e mobili di Alta Epoca.
L’Antica Tappezzeria Borsellini, azienda nata nel 1890 e giunta oggi alla quinta generazione, si trova al numero 56 rosso. Specializzata nel restauro di arazzi e oggetti in tessuto, realizza inoltre divani, poltrone e tendaggi.
L’attività commerciale della ditta Turchi Oggetti Antichi ha sede al numero 50, 52 e 54 rosso, mentre l’esposizione permanente si trova al numero 42 rosso, un locale dagli splendidi soffitti affrescati, inserito nel Palazzo di Bianca Cappello, il più famoso della strada, realizzato da Bernardo Buontalenti e decorato con sontuosi graffiti a grottesche attibuiti a Bernardo Poccetti.
Di fronte si trova Palazzo Firidolfi attribuito a Baccio d’Agnolo e più avanti Palazzo Michelozzi probabilmente realizzato da Giovanni Caccini.
Fondata nel 1887 dal bisnonno Guido Bartolozzi, l’omonima ditta è sempre rimasta nell'originaria sede di via Maggio al numero 18 rosso. Come un tempo il negozio conserva le "bande", antiche e originali chiusure in legno. La galleria di esposizione si trova nel Palazzo Michelozzi, di proprietà della famiglia. Quattro generazioni si sono succedute abbracciando, in maniera eclettica, tutto il vasto mondo dell'antiquariato dal XV al XIX secolo e diventando così un punto di rifermento a livello nazionale e internazionale.  
 
Affacciandosi nella bottega d'arte di Bartolozzi e Maioli, al numero 13 rosso o visitando il magazzino nella vicina via dei Vellutini al numero 5 rosso, sembra di entrare in un vero e proprio museo. Settanta anni di intensa attività hanno contribuito a collezionare un numero considerevole di reperti, modelli e prototipi, ancor oggi usati per produzioni di oggetti lignei a intaglio, distribuiti in tutto il mondo.
 
La passeggiata prosegue in Borgo San Jacopo, una delle strade più vivaci della città. All’angolo con via dello Sprone si trova la Fontana del Mascherone, opera seicentesca  attribuita a Bernardo Buontalenti.                                                                                                                               
Proprio accanto alla famosa fontana, al numero 63 rosso di Borgo S. Jacopo, si trova Vettori Frutta e Verdura un negozio di ortofrutta aperto nel 1910 specializzato nella vendita di primizie e di prodotti toscani.
Accanto, al numero 57 rosso, in un antico edificio risalente al XV secolo, svolge la sua attività la Trattoria Cammillo  fondata nel 1943 come mescita di vino e fiaschetteria e successivamente trasformata in ristorante specializzato in primizie, tartufo bianco e funghi, annaffiati con i migliori vini toscani ed in particolare con quello prodotto in proprio dai gestori.
Sul lato opposto, in un particolarissimo locale a pianta ovale, precedentemente adibito ad accesso-vestibolo della adiacente chiesa di S. Jacopo Soprarno, al numero 70 rosso, si trova   la ditta Bongini che, iniziata l’attività nel 1948 con un laboratorio artigiano di restauro di oggetti antichi intagliati e dorati, oggi vende oggetti di antiquariato che ben si armonizzano con la struttura architettonica dell'ambiente sobriamente rifinito in pietra serena.
 
La Chiesa di San Jacopo Soprarno risalente al X secolo è preceduta da un bel portico a tre archi, proveniente dalla chiesa di San Donato a Scopeto, e qui ricostruito nel 1580.   
Nella trecentesca casa torre dei Sapiti al numero 41 rosso, esercita la sua attività di argentiere restauratore Paolo Pagliai, il cui laboratorio è un punto di riferimento per antiquari, collezionisti e clienti affezionati di tutta Italia. La sua capacità di ricostruire parti mancanti di oggetti di antiquariato, di riprodurre in terra refrattaria posateria antica, la qualità degli oggetti di sua produzione rendono questa bottega unica e insostituibile.                                                                                                                 
Inserito nell'antica torre degli Angiolieri, al numero 68 rosso trova il negozio Libri e Stampe d’Arte specializzato nella vendita di gioielli antichi, stampe e oggetti d'epoca.                                             
In un ambiente che conserva ancora la sua struttura cinquecentesca, al numero 28 A la Ditta Luzzetti espone opere d'arte dal '300 al '600, fra cui stupendi «fondi oro», sculture, bronzi e mobili.     

L’ultimo tratto della strada verso Ponte Vecchio è frutto delle ristrutturazioni postbelliche, dopo il bombardamento  da parte dell’esercito tedesco del 1944. La via conservava la più alta concentrazione di case torri, per la maggior parte ricostruite, tra le quali spiccano la Torre degli Angiolieri che conserva il suo carattere originale solo nel piano terreno, la Torre dei Marsili, la Torre dei Belfredelli, una delle meglio conservate, la Torre dei Barbadori e, all’angolo con via Guicciardini, dove si chiude l’itinerario, la Torre dei Rossi-Cerchi.
 

 

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