tipologia: Mesticherie, prodotti chimici

Classificazione: Tradizionali

Zecchi Colori Belle Arti

Via dello Studio, 19 r

Tel: +39 055 211470

Fax:

www.zecchi.it

 
 
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La presenza di un negozio di colori in via dello Studio a Firenze risale a tempi piuttosto lontani. Gli attuali titolari ricordano l’esistenza di una bottega di colori già dalla seconda metà dell’Ottocento: si chiamava “Colorificio Toscano” ed occupava i locali di fronte all’attuale negozio, che  ha cambiato sede nel 1974. Si conservano alcuni oggetti dell’antica bottega, fra i quali l’insegna d’epoca dipinta su vetro. Intorno al 1920 un abile uomo d’affari fiorentino, Ugo Ercoli, rilevò quel negozio e lo trasformò in un  punto di rivendita dei colori da lui prodotti nella sua fabbrica di Calenzano. Durante il periodo della Seconda Guerra Mondiale Ercoli assunse come dipendente il padre degli attuali proprietari, Adolfo Zecchi. Egli si guadagnò rapidamente una tale fiducia da parte di Ugo Ercoli e di suo figlio Aldo, che gli dettero la possibilità di riscattare l’attività nel giro di pochi anni e, all’inizio degli anni ’50, l’attività diventò proprietà della famiglia Zecchi.

A quei tempi il negozio era una tipica “mesticheria” fiorentina dove si vendevano colori per artisti ed artigiani, ma anche articoli meno “nobili” come, ad esempio, i casalinghi. Era proprio in quel periodo che, come ogni “figlio di bottega” che si rispetti, Sandro e Massimo Zecchi, allora ancora bambini, giocavano nel retro del negozio contribuendo all’attività già con piccoli lavori e commissioni. Nei primi anni ’70, in concomitanza con l’ingresso ufficiale nella ditta di Sandro e Massimo, fu notevolmente incrementata la specializzazione nella rivendita di colori e di materiali per  Belle Arti; da allora si valorizzò soprattutto la ricerca e il recupero delle antiche tecniche artigianali e pittoriche della tradizione fiorentina, ormai purtroppo dimenticate o sempre più relegate ad un ruolo di secondo piano. La ditta operò dunque una vasta ed accurata ricerca sui materiali tradizionali ancora reperibili all’epoca, prodotti o lavorati dagli artigiani fiorentini secondo antiche formule “segrete” tramandate di generazione in generazione.
La guida in questo lavoro è stato il “Libro dell’arte” di Cennino Cennini, artista fiorentino della fine del Trecento. Si tratta di un preziosissimo manuale di pittura divenuto dal rinascimento in poi una vera “Bibbia” per tutti gli artisti.
Da questo studio emerse che tanti attrezzi, colori e materiali utilizzati in alcune botteghe artigianali venivano ancora fabbricati o realizzati in maniera pressoché identica ai tempi del glorioso Rinascimento fiorentino.
Negli anni ’80 il negozio assunse l’immagine e l’impostazione attuali. A partire dal 1992, anno dell’improvvisa e dolorosa scomparsa del capostipite Adolfo, i figli Sandro e Massimo hanno continuato l’attività fino ad oggi.
 
Molti sono i riconoscimenti attribuiti alla ditta “Zecchi” negli corso degli anni come il Premio Firenze edizione 1997.
Nel negozio sono state inoltre effettuate riprese video utilizzate per la realizzazione di film, programmi, e documentari televisivi italiani ed esteri. Si ricordano alcune scene da “Calmi cuori appassionati” del 2001 di grande successo in Giappone, motivo per cui ancora oggi molti turisti nipponici vengono espressamente a visitare il negozio nell’ambito di un tour che li conduce attraverso i luoghi del film, ambientato in gran parte a Firenze.
Nel romanzo “La prossima volta” dello scrittore francese Marc Levy, in parte ambientato a Firenze, nel mondo dell’arte, viene citato il negozio “Zecchi. Recentemente nel negozio è stata girata una parte del documentario internazionale “Cracking the Colour Code”, sul mondo dei colori. In particolare la ditta “Zecchi” ha contribuito alla realizzazione delle scene relative alla storia e al metodo di produzione del Blu Oltremarino di Lapislazzuli. In queste scene viene mostrato come tale preziosissimo minerale, estratto dalle cave situate nelle montagne dell’Afghanistan, arriva a Firenze, dove viene macinato, purificato e trasformato in pigmento: il colore così ottenuto viene poi applicato su una tavola rinascimentale da una restauratrice fiorentina.
Attualmente, tramite Internet, la ditta “Zecchi” ha assunto sempre di più una connotazione internazionale, potendo contare su vasto numero di clienti ed estimatori in Italia e nel mondo.
Ogni giorno nel negozio vengono effettuate spedizioni per forniture in Italia, in Europa ed in tutti gli altri continenti.
Sono stati forniti materiali per lavori artistici importantissimi presso istituzioni quali l’Opera House di Sidney, il Paul Getty Museum di Los Angeles ed università o accademie in Giappone, Stati Uniti, Brasile, Cipro, Israele. Sono stati forniti materiali anche per importanti restauri quali La cappella Brancacci, La basilica di Assisi ed il Duomo di Firenze
La ditta ha effettuato spedizioni anche in paesi “lontani” come Russia, Kazakistan, Alaska, Nuova Zelanda, Vietnam ed Emirati Arabi.

                                                                                                                                                                                                                                                                                               

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